" lungo le strade raccolgo le tracce del tempo che viviamo: vecchi manifesti, scritte, immagini. mi servo di ogni segno che possa descrivere questo presente fuggevole di cui abbiamo già perso memoria. "
In una società stereotipata, in cui ogni individuo assolve una precisa incombenza, quale compito spetta all'artista? E' semplicemente un soggetto avulso da condizionamenti che ci racconta le sue visioni, le sue perversioni? E' artista colui che attraverso il suo sguardo ci offre la chiave di lettura dell'essere umano? Oppure ancora l'artista è un cronista del tempo che viviamo che lascerà traccia del nostro presente?
Il mio sentimento artistico probabilmente si avvicina a quest'ultima ipotesi, resta dunque da capire, a questo punto, il metodo scelto per soddisfare l'esigenza di raccontare.
Fossi stato un fervente naturalista avrei certo trovato conforto in lunghe sedute bucoliche nella campagna maremmana, avrei intriso i pennelli dei colori propri delle stagioni per rappresentare con sincera fedeltà l'amabile creato; fossi stato un generatore compulsivo di istantanee avrei raggiunto i luoghi più improbabili, le popolazioni più singolari o magari gli animali più inavvicinabili in cerca dello scatto perfetto ma, per osservare con attenzione questa nostra società , per cercare di coglierne gli aspetti fondanti, ho presto capito che il luogo sicuramente più adatto dove concentrare la mia ricerca, è la città , straordinario contenitore di esperienze umane.
In un'epoca in cui la propaganda commerciale si è fatta religione, ogni immagine, ogni suono, ogni messaggio risponde alle necessità della mia ricerca; a differenza di uno street artist che lascia sul tessuto urbano il proprio segno, io raccolgo quanto è stato già depositato sui muri. Lungo le strade raggruppo vecchi manifesti, effimeri oggetti, ogni elemento che possa descrivere il nostro tempo, ogni traccia o scritta che possa suscitare un ricordo o un'emozione, per poi tradurli in dipinti.
Sulle mie tele prendono vita elementi solitamente lontani dal concetto di "Opera d'Arte": calce, bitume, colle e prodotti industriali si fondono a ritagli di manifesti, le combustioni e le applicazioni conferiscono un aspetto verosimile a un muro metropolitano, l'uso misurato dei colori, infine, rende armoniosa ed equilibrata la composizione.
Le mie opere dunque vanno intese come istantanee di un tempo presente di cui si è già persa la memoria.