• "Non c'è tempo che tenga" è un'opera originale, pezzo unico, firmata dall'Artista Pierangelo Benetollo.
• Quest'opera è stata realizzata nel 2024 con tecnica Acrilico su tela.
• Misura 40 x 60 cm ed è visionabile in zona Brescia o spedibile in tutta Italia.
• Prezzo: 1300 €
L'opera è un acrilico su tela, senza cornice, con telaio leggero dello spessore di 1,8 cm circa. Si inserisce in uno dei due filoni in cui opera l'artista: realismo e metafisica, nei confini di entrambi questi generi, ma in senso ampio al loro interno.
Parole chiave
Musica, Chitarra, Pianoforte, Filosofia, Lettura Di Classici, Poesia, Scrittura in prosa, Cinema
Si tratta del cogliere di un attimo, estemporaneo e casuale, laddove il Caso, spesso sottovalutato, rappresenta la sola variabile destinata a creare situazioni e "universi" infiniti. In questo caso si rendono protagonisti dei vegetali spontanei, che per loro natura sono ignorati, o al massimo li si fa oggetto di attenzione solo per estirparli. Dimenticando che anch'essi possiedono la bellezza intrinseca di ogni altra cosa della natura. L'"invisibile" diventa quindi primattore per quell'unico e solo, e tuttavia eterno, istante.
Credo innanzitutto che la pittura non abbia soggetti e/o visioni privilegiate, e segua solo il temperamento umano. Agli inizi partii con precisi intendimenti, tecniche e tematiche, scegliendo il modo ritenuto più agevole. Poi, col tempo, tutto ciò che non è “pittura pura” è andato perdendo via via d’importanza. Oggi i soggetti li ritengo meno decisivi, e non credo più neppure nella cosiddetta e leggendaria “ispirazione”. Mi lascio invece guidare da quella parte che per lungo tempo, anche inconsapevolmente, ho tenuto a bada: l’istinto. E molto spesso anche dal caso, non mero incidente ma scrigno prezioso di infinità da cui poter scegliere e “dominare”, cercando di cogliere i legami e la poesia nascosti fra le cose ritenute normali, ordinarie, o addirittura banali, e perciò “invisibili”. Così secondo me la pittura può divenire ciò che è, pittura e basta, e un quadro poter nascere e pervenire a conclusione per essere quello che conta: un quadro, e basta. Quel “basta” , qui ripetuto, che significa però l’esatto contrario di “poco”.
Partendo dal vero, certo, o da qualcosa che può assomigliargli, per finire nell’immaginario, o nella visione.
Poiché credo che nulla come l’arte abbia un potere così grande tanto nell' accogliere quanto nel restituire. E non si cura troppo neppure di imitarla la realtà, bensì di rappresentarla, e quindi ricrearla. Anche dal nulla.